Speciale Ru 486
(08 dicembre 2005)
Puglia: record di aborti. E ora la pillola
di Gaetano Campione
Il dibattito sull’uso della pillola abortiva Ru 486, martedì prossimo, approderà al consiglio regionale pugliese. I fronti del "pro" e del "contro" si preparano a una battaglia verbale d’altri tempi. Perché l’argomento – nella regione che ha la maglia nera per le interruzioni volontarie di gravidanza (ben 12.540 nel 2003) – ha il sapore della sfida. Il presidente dell’assemblea, Pietro Pepe (Margherita), si dice certo «che il Consiglio discuterà con serenità e con la disponibilità ad ascoltare le ragioni degli altri. Sarebbe deleterio, oltre che inutile, strumentalizzare un grande tema che attiene alla sfera della sacralità della vita per scorribande elettoralistiche, nell’illusione di acquisire qualche piccola rendita di posizione». Nel dibattito politico, il governatore Nichi Vendola (Rifondazione comunista), accetta l’invito del coordinatore regionale di Forza Italia, Raffaele Fitto, ad affrontare l’argomento in aula e afferma di non aver alcun problema ad autorizzare la sperimentazione della pillola in Puglia: «Abbassate la bandiere, mettete da parte le trombe e le fanfare perché questa abitudine di trasformare il corpo delle donne in un’arena per gladiatori è insopportabile». Finora l’unica Asl a chiedere alla Regione di poter sperimentare la pillola abortiva è la numero 1 di Lecce.
A questo proposito i capigruppo del centrodestra in Consiglio regionale Raffaele Fitto (Gruppo misto), Rocco Palese (Forza Italia), Michele Saccomanno (Alleanza nazionale), Francesco Damone (Puglia prima di tutto), Angelo Cera (Udc) e Luigi Loperfido (Gruppo autonomo), chiedono di «non autorizzare la sperimentazione e l’utilizzo del farmaco nel territorio pugliese», con un’apposita mozione, sottolineando, tra l’altro, come «la diffusione della pillola abortiva possa far aumentare in maniera esponenziale il numero di aborti soprattutto da parte di giovani donne».
Qui – secondo i dati dell’Aied – ogni giorno si consumano 50 mila rapporti sessuali, con 160 concepimenti e il 4 per cento delle giovani donne che si rivolgono all’Associazione italiana educazione demografica utilizza la pillola del giorno dopo. Se i Verdi, con Mimmo Lomelo, sostengono l’utilizzo della Ru 486, la voce della Chiesa si fa sentire con l’arcivescovo di Lecce, monsignor Cosmo Ruppi: «Ascoltiamo gli scienziati, diciamo sì alle sperimentazioni, non da parte di chicchessia, ma da parte di chi ha l’autorità di farla per scienza e autorevolezza. Non trasformiamo i consultori in drogherie della contraccezione e in passaporto per l’aborto». Gli esperti di politica affermano che ogni decisione operativa sarà presa successivamente al dibattito in aula. Appuntamento, quindi, a martedì prossimo.