Speciale Ru 486
(08 dicembre 2005)
La Liguria ha fretta: niente sperimentazione
di Lucetta Scaraffia
«In Liguria la pillola Ru 486 sarà disponibile molto presto, perché il suo utilizzo è già previsto dalla legge 194 la sua sperimentazione è già stata condotta con ottimi risultati in quasi tutti i Paesi della Ue (tranne tre, tra cui l’Italia)». È questa la linea di condotta che i vertici della Regione Liguria hanno deciso di seguire, bypassando completamente la fase di sperimentazione che sarebbe dovuta cominciare entro breve tempo all’ospedale San Paolo di Savona.
L’assessore alla Sanità Claudio Montaldo ha annunciato che, a partire dalla prossima settimana, verranno inviate a tutte le Asl di competenza le direttive contenenti le linee guida. «Comunque venga praticato – ha affermato Montaldo – l’aborto è una sconfitta per la donna ma la legge sull’interruzione di gravidanza ha avuto ottimi risultati sconfiggendo l’aborto clandestino». La decisione di Montaldo è conseguente all’approvazione, da parte dal consiglio regionale, di un ordine del giorno che invita la Giunta a emanare una corretta informazione sull’applicazione della legge 194 e sulle modalità di accesso alla pillola Ru 486 «senza necessità di attivare procedure sperimentali».
La scelta del consiglio regionale, formalizzata martedì scorso, è stata motiva dal fatto che il farmaco è già «testato in molti Paesi del mondo ed è utilizzabile in Italia nelle forme e nelle condizioni previste dal decreto 11.2.1997 il quale indica la necessità di una richiesta sempre nominale e corredata del consenso informato della donna». Il documento sottolinea, altresì, che l’utilizzo della pillola «deve avvenire nel rigoroso rispetto degli obiettivi, dei percorsi e alle condizioni previste dalla legge 194, non costituendo la pratica farmacologica un percorso alternativo o parallelo alla legge».
In pratica, viene affermato il principio secondo il quale, sia che si utilizzi un intervento chirurgico, sia che si utilizzi la pillola, sempre di aborto si tratta, pertanto devono essere messe in pratica tutte le procedure previste dalla legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. Sempre l’altro ieri è stato invece respinto un ordine del giorno di Roberta Gasco, dell’Udeur – Gente della Liguria per Claudio Burlando, nella quale veniva chiesto al presidente e alla Giunta di «non prendere decisioni immediate sulla sperimentazione-somministrazione della pillola abortiva ma di aspettare gli esiti di un tavolo di studio congiunto Giunta-Consiglio sulla maternità, sull’assistenza alle donne in gravidanza che intendano abortire e sulla corretta e completa applicazione della legge 194/1978 in ambito regionale». «L’aborto – ha affermato Roberta Gasco – evoca realtà tragiche, dolorose, troppo spesso affrontate in solitudine per cui bisogna innanzitutto riflettere, approfondire, comprendere senza giudicare. Troppe volte la legge viene disattesa, in particolare per quello che riguarda la prevenzione e la salute della donna».
È stata respinta anche una mozione presentata da due esponenti di An, Gianni Plinio ed Eugenio Minasso, nella quale si chiedeva di non autorizzare la pillola che è diventata una incentivazione alla pratica dell’aborto, pratica che sta crescendo in modo preoccupante.