|
|
Speciale Ru 486
(08 dicembre 2005)
Lazio: nessuna richiesta, ma nervi tesi
di Pier Luigi Fornari
Di pillola abortiva Ru 486 si è parlato nella seduta del consiglio regionale del Lazio lo scorso giovedì, in occasione dell’esame di una mozione presentata dal capogruppo della Lista Storace, Fabio Desideri, respinta dall’assemblea, contro l’uso del farmaco. «Troppo nervosismo e un inconsueto accanimento verso una mozione che aveva un unico obiettivo, quello di salvaguardare la vita del nascituro», ha osservato per l’Udc, Gianfranco Bafundi.
«Prendiamo atto che con una serie di argomentazioni, le più varie possibili, la maggioranza di sinistra della Regione Lazio non ha voluto condividere la nostra mozione contraria alla sperimentazione della pillola abortiva Ru 486», ha commentato Desideri, il presentatore della mozione. L’assessore agli Affari istituzionali, Regino Braghetti dei Popolari-Udeur, ha comunque confermato la contrarietà del suo partito alla introduzione pillola. Ma allo stato comunque, nonostante si sia parlato negli anni scorsi di possibili iniziative in merito al San Filippo e al San Camillo, non c’è nessuna richiesta ufficiale per la sperimentazione della Ru 486. «Al momento non sono pervenute all’assessorato – ha precisato l’assessore alla Sanità, Augusto Battaglia, –, da parte di medici del servizio sanitario regionale, richieste di utilizzazione del farmaco. Qualora dovessero arrivare le esamineremo sulla base delle leggi vigenti, quindi attraverso valutazioni tecnico-scientifiche e ascoltando i comitati etici».
L’assessore ha poi chiesto unità al consiglio nel promuovere un rafforzamento del ruolo dei consultori. Per i consiglieri ds Luisa Laurelli e Carlo Lucherini «la mozione bocciata conferma che la destra è contro le donne». Invece per Stefano De Lillo di Forza Italia la Ru 486 «non è esattamente un farmaco, perché non salva, ma uccide».
|